
La fioritura del nocciolo rappresenta un processo biologico complesso e peculiare, che si distingue nettamente da quello di molte altre specie arboree da frutto. In questa specie, infatti, l’impollinazione e la fecondazione non coincidono temporalmente, ma avvengono in momenti distinti, rendendo la dinamica riproduttiva particolarmente delicata e fortemente dipendente da fattori genetici e ambientali. Il nocciolo è una pianta monoica, caratterizzata dalla presenza sulla stessa pianta di infiorescenze maschili e femminili separate, ma è al contempo autosterile: l’autofecondazione è biologicamente impedita e la produzione di frutti avviene esclusivamente grazie all’apporto di polline proveniente da individui geneticamente compatibili.
COME AVVIENE L’IMPOLLINAZIONE?

Storicamente, questo ruolo fondamentale è stato svolto dal nocciolino selvatico, che ha garantito per secoli un’elevata disponibilità di polline compatibile. La sua grande variabilità genetica, dovuta alla riproduzione per seme, assicurava (e assicura ancora oggi, ove presente) una ricca diversità pollinica: ogni nocciola, infatti, nasce da una madre certa ma da un padre geneticamente ignoto. Questo patrimonio genetico diffuso nel paesaggio agrario tradizionale ha permesso una fecondazione efficiente e stabile nel tempo, anche in assenza di una pianificazione colturale mirata.
Con l’avvento della corilicoltura intensiva, tuttavia, il contesto ambientale è profondamente cambiato. Il progressivo disboscamento, la riduzione delle aree naturali e, soprattutto, l’eliminazione delle siepi e delle fasce marginali tra gli appezzamenti hanno determinato una drastica diminuzione delle fonti di polline compatibile. Di conseguenza, è emersa in modo sempre più evidente la problematica della carenza di impollinazione, con ripercussioni dirette sulla produttività e sulla stabilità delle rese.
Per rispondere a questa criticità, la moderna gestione degli impianti corilicoli ha introdotto l’inserimento programmato di varietà impollinatrici geneticamente compatibili all’interno degli appezzamenti, riconoscendo all’impollinazione un ruolo centrale nella sostenibilità e nell’efficienza produttiva del nocciolo.

QUANDO INIZIA IL PROCESSO DI FIORITURA?

La differenziazione delle gemme a fiore avviene a fine giugno/inizio di luglio. La pianta autoregola la formazione di gemme riproduttive nel mese di luglio in base alle condizioni idriche e nutrizionali in cui si trova. Risulta dunque necessario sostenere le esigenze della pianta durante questo periodo per assicurarsi una buona differenziazione di gemme riproduttive per l’anno successivo.

GRANELLI DI POLLINE CAPTATI DAGLI STIMMI DEL FIORE FEMMINILE

FABBISOGNO DI FREDDO

La fioritura del nocciolo è fortemente condizionata dalle condizioni termiche invernali. Riferendoci alla Tonda Gentile, per l’induzione della fioritura maschile la pianta richiede l’accumulo di almeno 500 ore a temperature inferiori ai 7 °C, mentre per la fioritura femminile il fabbisogno è leggermente più elevato, circa 700 ore sotto la stessa soglia termica. Superato questo periodo di “freddo cumulato”, a fine dicembre la Tonda Gentile inizia lo sviluppo degli amenti maschili, seguiti circa dieci giorni più tardi dalla fioritura femminile.


Questa fase fenologica risulta particolarmente resistente agli stress climatici, poiché i fiori possono sopportare temperature anche molto basse senza subire danni. Il fiore femminile, caratterizzato da dimensioni contenute e scarsa appariscenza, non attira insetti impollinatori e la fecondazione avviene quasi esclusivamente tramite impollinazione anemofila. I granelli di polline, trasportati dal vento, si depositano sullo stigma del fiore e, grazie a una speciale struttura di incapsulamento, possono resistere a condizioni termiche rigide, garantendo così la fertilizzazione anche in presenza di freddo intenso.
QUANDO AVVIENE LA FECONDAZIONE DELL’OVULO?

Dopo circa tre mesi dall’impollinazione, nei primi giorni di aprile, con l’innalzamento delle temperature, il granello di polline germina dando inizio alla formazione del budello pollinico, tubicino che serve a trasportare il gamete maschile all’ovulo, al cui interno è contenuto il gamete femminile. Qui avverrà la fecondazione con conseguente formazione del frutto (metà di giugno).


DETTAGLIO DEL BUDELLO POLLINICO


Squilibri nutrizionali, sbalzi di temperatura, eccesso di pioggia,che può causare asfissia radicale, mancanza di ore di sole che vanno ad influire negativamente sul processo di fotosintesi clorofilliana, sono le cause principali della mancata allegagione con conseguente cascola fisiologica.
A seguito di una corretta allegagione il frutto inizia ad ingrossarsi per raggiungere nel giro di 15 giorni il suo massimo sviluppo.
